- Riflessioni ispirate da un momento di sconforto -
Volentieri, con una ninna nanna ad accompagnarmi,
scenderei,
ad ogni nota del pianoforte
sempre più giù
fino ad affondare nella musica,
nel torpore gradito che mi protegge dall’acuto e penetrante
suono del dolore.
E non sentirei altro che morbide vibrazioni, e sognerei,
sognerei di non ritornare più dove i rumori sono forti,
dove le mie lacrime mi affogano.
Non vorrei vedere altro che i miei sogni e
riviverli con il lieto fine che non hanno mai avuto.
Non vorrei che ripensare a ciò che non ho vissuto.
E violini, un dolce accompagnamento di violini,
violoncelli ed arpe.
Un carillon così pieno di armonia, dolce e morbido,
a cullare ciò che è rimasto del mio cuore.
Un valzer per farlo danzare e battere ancora.
E farlo rinascere, felice, innamorato di ciò che
mai lo potrà tradire. Nell’amore
di una musica dolce
che piano
nel silenzio
irrompe. E lo riempie.
Solo allora rivivrò.
solo allora diventerò l’anima senza corpo che torna
da dove è venuta.
Libera finalmente dalle pesanti catene della confusione.
lunedì 11 maggio 2009
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